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Museo Civico Pistoia

Eventi speciali

All'interno del museo sono esposte circa 200 opere dislocate in cinque stanze e due piani. La durata media della visita al museo e' di circa 60 minuti

Italiano
Museo Civico Pistoia
Piazza Duomo, 1
51100 Pistoia (PT)
Tel 0573 371296
Fax 0573 371382
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Il Museo Civico √® la prima e maggiore istituzione museale di Pistoia. Raccoglie le pi√Ļ significative testimonianze provenienti dalle chiese e dai conventi soppressi della citt√†, da acquisti e da donazioni. La visita offre l'occasione di un percorso attraverso sette secoli di storia artistica di Pistoia, dal XIII al XIX secolo. La disposizione √® cronologica e per raggruppamenti di scuola (fiorentina, pistoiese). Fa eccezione la collezione Puccini (all'ultimo piano), la cui presentazione separata dal resto riflette l'appartenenza ad un nucleo originario unitario, pervenuto al Museo nel 1914. Le prestigiose opere esposte, soprattutto di pittura fiorentina e pistoiese, documentano le vicende culturali della citt√† nel suo alterno rapporto di dipendenza politica e di autonomia da Firenze, eventi che dettero luogo nel tempo ad originali formulazioni stilistiche dell'arte locale.

La scuola tracentesca

La scuola trecentesca, con un consistente nucleo di fondi oro e la corrente pittorica della prima metà del Cinquecento, con una nutrita serie di pale d'altare con il tema della "Sacra Conversazione", costituiscono i principali motivi di interesse del Museo. Sono ben rappresentate anche la pittura del Sei e Settecento fiorentino e quella ottocentesca di soggetto storico e di gusto romantico, ispirata alle ideologie del committente, Niccolò Puccini.

I programmi del museo

I programmi, articolati per le diverse fasce di utenza, privilegiano l'osservazione dal vivo delle opere. Il primo nucleo del Museo risale almeno al 1893, quando alcune opere - in prevalenza sculture, reperti lapidei e affreschi staccati - sono descritte nella Sala del Capitolo della chiesa di San Francesco, che aveva gi√† funzioni dichiaratamente museali (√® detto infatti "Museo d'Arte Antica e Moderna"). Contemporaneamente, nelle antiche sale al piano nobile del Palazzo Comunale, andavano raccogliendosi i nuclei pi√Ļ consistenti della collezione, quelli provenienti dall'Accademia di Scienze, Lettere ed Arti (1891), dal Conservatorio degli Orfani (gi√† eredit√† Niccol√≤ Puccini, 1914) e dal Conservatorio di San Giovanni Battista (1914), istituzioni benefiche e culturali, che avevano ereditato i beni delle antiche compagnie e congregazioni laiche e religiose soppresse alla fine del Settecento dal vescovo Scipione de' Ricci, dal governo napoleonico (1809) e dal governo italiano poi (1866). A dispetto del fervore e dell'interesse che sull'istituzione del Museo riversarono intellettuali e notabili locali, le difficolt√† finanziarie e l'ampio dibattito suscitato sulle ipotesi di collocazione (convento di San Francesco e il Palazzo comunale) ritarderanno per oltre due decenni la sua nascita. Dopo la storica decisione (1912) di ubicarlo nel trecentesco palazzo comunale, motivata non solo dal risparmio che avrebbe comportato nell'allestimento, ma soprattutto dal prestigio storico e monumentale del luogo e dal significato di civica riappropriazione che l'operazione sottintendeva, si giunse all'inaugurazione il 15 giugno 1922. Un nuovo allestimento, all'ultimo piano dell'edificio, fu inaugurato nel 1956, a cura di Giuseppe Marchini della Soprintendenza di Firenze e Pistoia. Tale sistemazione consentiva, nei due grandi saloni e nel corridoio di raccordo, di esporre pi√Ļ di cento opere, ma, considerato che altre ancora se ne erano aggiunte - il lascito Chiappelli (1937) e alcuni depositi della Soprintendenza - fu ugualmente necessario sacrificare diversi pezzi notevoli, che restarono nelle sale monumentali al primo piano. I gravi dissesti statici che investirono (1958) il trecentesco Palazzo imposero il trasferimento del Museo e, quindi, un nuovo allestimento (1960) nella sede civica provvisoria di Palazzo Marchetti. Nel 1977 fu allestita in uno dei saloni dell'ultimo piano del palazzo comunale la sezione dell'Ottocento, con le opere della collezione Puccini, con l'aggiunta importante del Moto del Balilla di Busi-Asioli e del Ritrattto di Niccol√≤ Puccini del Bezzuoli, concessi in deposito dagli Istituti Raggruppati nel 1976. Fu poi riordinata (1980), la sezione novecentesca, dedicata agli artisti operanti tra le due guerre in ambito pistoiese. Nel 1982 riapr√¨ al pubblico l'intera raccolta del Museo Civico, con la presentazione di oltre 300 opere fra pittura, scultura, arti applicate, secondo l'ordinamento di M. Cecilia Mazzi e l'allestimento di Mario Manieri Elia, Nicola Marras, Sergio Polano, in un percorso espositivo che si svolge dalle due sale monumentali del piano nobile (sala Matrimoni, gi√† Donzelli, sala Giunta, gi√† dei Priori), dove si trovano le opere pi√Ļ antiche su tavola (dipinti dal XIII al XVI secolo), al secondo piano, con le tele dal Seicento all'Ottocento. Contestualmente (1982) fu pubblicato il primo catalogo scientifico del Museo Civico, con schede conservative e storico critiche approfondite e illustrazioni in bianco e nero di tutte le opere esposte e di alcune conservate nei depositi.

Come raggiungerci

In auto per chi arriva da Firenze percorrere l'Autostrada A11 in direzione di Pisa per circa 35 chilometri. Da Lucca invece, l'Autostrada è sempre la A11 in direzione, però, di Firenze per circa 42 chilometri. Sono disponibili dei collegamenti giornalieri in treno da e per Bologna (Porrettana) e anche da e per Viareggio e Firenze.

Servizi

Il Museo Civico svolge attività didattica dal 1978, anno della sua apertura al pubblico negli spazi restaurati del Palazzo Comunale. Scopo del lavoro, che si avvale della collaborazione di esperti, critici, artisti, è quello di avvicinare il pubblico alla conoscenza del patrimonio artistico, architettonico e ambientale del territorio. Testo privilegiato per questo studio è la città, con il suo assetto urbano e gli edifici e i monumenti che ne segnano i principali percorsi, nonché con le opere d'arte che da essa provengono e che sono oggi conservate nei musei.

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