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Associzione Italiana Musica Meccanica

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Il Museo e' stato concepito e realizzato dell'Associazione Musica Meccanica Italiana

Italiano
Associzione Italiana Musica Meccanica
Via Lizzano, 1241
47023 Cesena (FC)
Tel 0547 323425
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La splendida cornice di Villa Silvia, a Lizzano di Cesena, è divenuta il quartier generale della musica meccanica. È infatti all'interno di essa che si trovano la sede dell'Ammi (sigla che sta appunto per Associazione Musica Meccanica Italiana, costituita nel 1998 all'indomani del 1° Festival di Longiano) e il museo dedicato a strumenti musicali davvero unici, museo dislocato in un totale di 7 sale nelle quali vengono ricostruiti i momenti qualificanti della storia della musica meccanica, dalla sua invenzione fino alle tappe che hanno portato al suo successo. Il museo è una creazione della stessa Ammi in un contesto logistico che si porta appresso anche un bel capitolo di storia: la villa prende infatti questo nome dalla contessa Silvia Baroni Semitecolo, vedova del conte Pasolini Zanelli di Faenza, che è stata l'ultima proprietaria della villa. Alla sua morte, avvenuta il 3 settembre 1920, la contessa lasciò Villa Silvia al Comune di Cesena, in memoria del figlio e del poeta perché venisse utilizzata per "lenire le sofferenze umane", prima di diventare colonia estiva per bambini minacciati dalla tubercolosi. Villa Silvia è stata la residenza estiva di Giosuè Carducci, che vi soggiornava per ritrovare pace e tranquillità. È rimasta la sua stanza, perfettamente arredata come all'epoca con gli oggetti, i libri e le cose care al poeta. C'è attorno alla villa un bel parco verde, con diverse piante secolari.

Il Museo della Musica Meccanica

Il Museo della Musica Meccanica è una esposizione permanente di strumenti musicali meccanici unica in Italia. L'idea alla base del museo è quella di ricostruire, in sette sale della Villa, i momenti qualificanti della storia della musica meccanica, dalla sua invenzione alle diverse tappe del suo svilupparsi e imporsi nella società. Sette diverse emozioni per un viaggio sulle orme lasciate dagli antichi strumenti nei vicoli, nelle strade e nelle dimore dove abitavano: la rappresentazione materiale e visiva, fruibile per il pubblico, della nascita, dello sviluppo e del declino della musica meccanica in Italia e nel mondo. Il Museo è stato concepito e realizzato dell'Associazione Musica Meccanica Italiana. La visita alle sue sale comincia dal primo piano e termina a piano terra. La prima sala è intitolata a Leonardo e ai vecchi compositori e in essa sono esposti due "antenati" della musica meccanica: l'organo idraulico e il tamburo meccanico progettati da Leonardo da Vinci. Accanto a questo, vi sono alcuni esempi di come musicisti illustri (Mozart, Busoni...) si siano avvicinati ed interessati agli strumenti musicali meccanici componendo brani originali per essi. Andando avanti, è la volta della Sala degli organi da casa, nella quale sono esposti numerosi strumenti musicali meccanici che popolavano le case dell'alta borghesia dal Settecento sino alle prime decadi del Novecento. Fra gli strumenti esposti, ve ne sono alcuni di assoluto interesse: piccole tabacchiere dotate di piccolissimi carillon, piccoli sax meccanizzati, gabbiette con uccellini meccanici che cantano e si muovono. Proseguendo lungo l'itinerario, viene la sala degli organi da strada, nella quale sono contenuti gli strumenti musicali meccanici che popolavano più frequentemente le strade delle città sino alle prime decadi del Novecento. Questi strumenti (spalloni, piani a cilindro e piani mandolini) venivano presi a noleggio giornaliero o erano di proprietà di questuanti che, suonando per le strade, chiedevano l'elemosina per vivere. Pare che solo a Napoli quest'attività venisse considerata un vero e proprio lavoro. Ancora avanti, c'è la sala dei grammofoni: gli strumenti esposti in questa sala testimoniano il declino e la fine della musica meccanica in Italia, soppiantata dal disco e dai grammofoni, anche se qualche suonatore ambulante continuò a sopravvivere. Ultima sala: quella della regina, ovale e dedicata, per la bellezza dei suoi affreschi, alla regina Margherita ed al piano melodico Racca. Il piano melodico Racca si differenzia da tutti gli altri strumenti musicali meccanici da casa poichè la perfezione delle sue rifiniture e i materiali prestigiosi di cui è composto lo destinavano esclusivamente ai salotti all'alta borghesia. Scendiamo al piano terra e riprendiamo con la sala "grand hotel". Nelle hall dei grandi hotel erano presenti grandi strumenti musicali. Nell'ambientazione di un salone d'albergo viene esposto uno strumento costruito in Germania per l'allora Grand Hotel di Roma. Lo strumento, progettato in un'epoca senza corrente elettrica, è azionato da un grosso contrappeso e si avvia introducendo una moneta da 20 centesimi. Vi è poi la sala dei grandi strumenti musicali, presenti nelle fiere paesane o all'interno di salotti e locali pubblici. Citiamo al proposito un organo da fiera Gavioli, famoso per la potenza e la qualità del suono; un Atlantic orchestrion, destinato ai locali pubblici e la ricostruzione di un teatro di marionette dotato al suo interno di un organo di barberia. A completamento della struttura vi sono la sala biblioteca, con le pubblicazioni riguardanti la musica meccanica in Italia e nel mondo e la sala teatro e convegni.

Come raggiungerci

Per arrivare in auto dall'Autostrada A14, si può uscire al casello di Cesena Nord e poi prendere la E45 direzione Roma, dopo circa 7 chilometri uscita Cesena ovest, via Emilia direzione Centro Cesena fino al ponte Risorgimento - ponte Nuovo - sul fiume Savio. Chi proviene dalla E45 (Roma-Ravenna) da Ravenna l'uscita è Cesena ovest come per chi arriva da Nord in autostrada. Per chi viene invece da Roma sulla E45 l'uscita è Cesena sud poi direzione Cesena Centro e si arriva all'ambito della piantina ovvero o il Ponte Vecchio o il Ponte Risorgimento - ponte Nuovo - sul Savio. Una volta giunti nel Centro di Cesena o immediate vicinanze, controllate l'ubicazione dei parcheggi.

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